Nelle sale del Palazzo Laterano, viene firmato oggi un accordo destinato a chiudere una lunga e complessa vicenda della storia italiana. Il governo del Regno d'Italia e la Santa Sede sottoscrivono i Patti Lateranensi, ponendo ufficialmente fine alla cosiddetta “Questione romana”, aperta dal 1870 con la presa di Roma.
Gli accordi vengono firmati da Benito Mussolini per lo Stato italiano e dal cardinale Pietro Gasparri per conto di Papa Pio XI. Il pacchetto di intese comprende un trattato politico, una convenzione finanziaria e un concordato che regolano in modo dettagliato i rapporti tra Stato e Chiesa.
Elemento centrale dell’accordo è il riconoscimento della piena sovranità della Città del Vaticano, che nasce oggi come Stato indipendente. In cambio, la Santa Sede riconosce ufficialmente il Regno d’Italia con capitale Roma. La convenzione finanziaria stabilisce inoltre un indennizzo per la perdita degli antichi territori dello Stato pontificio.
La firma avviene in un clima solenne ma controllato. Nelle strade di Roma la notizia si diffonde rapidamente, suscitando commenti e discussioni in ambienti politici, religiosi e popolari. Molti osservatori sottolineano il valore simbolico dell’accordo, che normalizza rapporti rimasti irrisolti per quasi sessant’anni.
Dal punto di vista pratico, i Patti ridefiniscono il ruolo della religione cattolica nella vita pubblica italiana, regolando temi come il matrimonio, l’insegnamento religioso e il riconoscimento civile delle istituzioni ecclesiastiche. Allo stesso tempo, lo Stato consolida la propria legittimità sul piano internazionale.
Oggi non si assiste a celebrazioni di piazza, ma a un passaggio giuridico e politico di grande rilievo. Con la firma dei Patti Lateranensi, due entità sovrane stabiliscono confini, competenze e relazioni formali. Le conseguenze dell’accordo firmato oggi sono destinate a incidere a lungo sull’assetto istituzionale italiano e sul ruolo della Chiesa nel contesto europeo e mondiale.
11 Febbraio 1929
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