lunedì 16 aprile 2018

Battaglia del Monte Tabor

Sofferta vittoria dell’esercito francese in territorio siriano, ottenuta grazie all’intervento del generale Napoleone Bonaparte. Quest’ultimo era impegnato nell’assedio di San Giovanni d’Acri, detta la chiave della Palestina per via della sua posizione strategica sul litorale. Lo scopo dell’azione, che pare destinata al fallimento, era quello di scatenare la popolazione siriana contro l’occupante turco.  Le forze ottomane guidate dal Pashà di Damasco, Ahmad al-Jazzar, si era avviata a rompere l’assedio. Sono stati però intercettati dall’esercito francese comandato da Jean-Baptiste Kleber, generale che ha avuto un ruolo di primo piano sia nella conquista napoleonica dell’Egitto sia in questa campagna siriana. Muovendo da Nazareth, hanno raggiunto la piana vicino al Monte Tabor. Kleber ha però mal calcolato il tempo necessario per raggiungere il campo ottomano, e alle prime luci dell’alba sono stati scorti dall’esercito nemico. La tattica nell’immediato è stata quella di suddividersi in due quadrati, che hanno resistito per 8 ore fino all’esaurimento delle munizioni. “Sembrava tutto perduto” è la testimonianza di un soldato francese “L’arrivo del generale Bonaparte ha cambiato tutto. Li abbiamo presi di sorpresa ed hanno avuto la peggio”. Un’ora più tardi sono infatti giunti i rinforzi portati da Napoleone, giunto con 2.500 uomini e due cannoni. Il bilancio francese è stato in fondo esiguo, 2 morti e 60 feriti contro i 3.000 soldati nemici caduti e i 300 prigionieri.

(16 aprile 1799)

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