Da oggi, negli Stati Uniti d’America, la vendita, la produzione e il trasporto di bevande alcoliche sono ufficialmente vietati. È entrato in vigore il XVIII Emendamento alla Costituzione, accompagnato dalla severa applicazione del Volstead Act, che rende operativo quello che molti definiscono già un esperimento sociale senza precedenti.
Le strade delle grandi città appaiono insolitamente silenziose davanti a saloon che fino a ieri pullulavano di avventori. Le serrande sono abbassate, le bottiglie scompaiono dalle vetrine, mentre agenti federali presidiano porti, stazioni e magazzini per garantire il rispetto della nuova legge.
Il governo, sostenuto da associazioni per la temperanza e gruppi religiosi, afferma che il provvedimento porterà a una società più sana, riducendo criminalità, povertà e violenza domestica. “È l’alba di una nuova moralità americana”, dichiarano fonti ufficiali da Washington.
Non mancano tuttavia le preoccupazioni. Proprietari di birrifici e distillerie denunciano perdite economiche ingenti, mentre nelle grandi metropoli si mormora già della nascita di locali clandestini, i cosiddetti speakeasy, pronti a sfidare il divieto.
L’America si sveglia oggi sobria per legge. Resta da vedere se questo storico cambiamento riuscirà davvero a disciplinare i costumi della nazione o se aprirà la strada a nuove, inattese conseguenze.
(16 gennaio 1920)
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