Nel cuore del quartiere di Mayfair, una scena del tutto inattesa cattura oggi l’attenzione di passanti, impiegati e agenti di polizia. Sul tetto dell’edificio della Apple Corps, in Savile Row, compaiono The Beatles. Senza annunci ufficiali né biglietti venduti, la band inizia a suonare dal vivo, trasformando una tranquilla mattinata londinese in un evento musicale improvvisato.
Chitarre, batteria e amplificatori vengono sistemati rapidamente, mentre John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr attaccano i primi accordi. Le note si diffondono tra i palazzi eleganti, sorprendendo chi lavora negli uffici circostanti e attirando curiosi dalle strade vicine. In pochi minuti, i marciapiedi si affollano di persone che cercano di capire da dove arrivi quella musica familiare.
Il concerto, informale e privo di presentazioni, sembra quasi una prova generale. I Beatles eseguono brani nuovi, suonando con un misto di concentrazione e leggerezza. C’è chi osserva dalle finestre, chi applaude dal basso e chi, ignaro, si ferma semplicemente perché “qualcosa sta succedendo”. Non manca un tocco di umorismo: tra una canzone e l’altra, i musicisti sorridono e scambiano battute, come se il tetto fosse un normale palcoscenico.
Le autorità arrivano dopo poco, più per gestire la folla e il rumore che per interrompere l’esibizione. La situazione resta comunque pacifica e quasi surreale: una delle band più famose del mondo suona all’aperto, sopra una delle strade più formali di Londra.
Dopo circa tre quarti d’ora, la musica si interrompe così com’era iniziata, senza saluti ufficiali. Oggi non viene annunciato alcun significato particolare, ma il concerto sul tetto resta un momento curioso e inatteso, capace di dimostrare come, anche nel pieno della routine urbana, bastino pochi accordi per cambiare l’atmosfera di un’intera città.
(30 Gennaio 1969)
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