Le cronache locali riferiscono di case che crollano all’improvviso e di interi insediamenti cancellati in pochi istanti. Particolarmente colpite risultano le abitazioni scavate nel terreno friabile, tipiche della regione, che cedono sotto l’effetto delle vibrazioni. Famiglie intere restano sepolte, mentre i sopravvissuti cercano riparo all’aperto, temendo nuove scosse.
Le autorità imperiali tentano di organizzare i primi soccorsi, ma le comunicazioni sono difficili e molte zone restano isolate. Strade distrutte, ponti crollati e frane rendono complesso l’arrivo degli aiuti. Testimoni parlano di un silenzio irreale seguito al fragore del sisma, interrotto solo dalle grida di chi cerca parenti e conoscenti tra le macerie.
Il terremoto colpisce non solo le abitazioni, ma anche templi, magazzini e infrastrutture agricole, compromettendo le riserve di cibo e l’economia locale. Si teme che alle vittime immediate possano seguire carestie ed epidemie, aggravando ulteriormente la situazione.
Mai prima d’ora, secondo gli annali, una calamità naturale di tale intensità aveva investito questa parte dell’Impero. Oggi la popolazione dello Shaanxi affronta una tragedia immensa, mentre l’intero Paese osserva con apprensione le conseguenze di una forza della natura tanto improvvisa quanto distruttiva.
(23 Gennaio 1556)
Nessun commento:
Posta un commento