Il presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt firma oggi l’Executive Order 9066, un provvedimento che autorizza il Dipartimento della Guerra a designare specifiche aree militari e a disporre l’allontanamento di persone ritenute potenzialmente pericolose per la sicurezza nazionale.
La decisione arriva in un contesto di forte tensione seguito all’attacco di Pearl Harbor e all’ingresso degli Stati Uniti nel secondo conflitto mondiale. Le autorità federali sottolineano la necessità di adottare misure preventive lungo la costa occidentale, considerata zona strategica per la difesa del Paese. L’ordine esecutivo non menziona esplicitamente gruppi etnici, ma si applica in particolare ai residenti di origine giapponese nelle aree designate.
Nelle città della California, dell’Oregon e di Washington la notizia si diffonde rapidamente. Uffici governativi iniziano a predisporre elenchi, notifiche e procedure operative. Le comunità interessate cercano chiarimenti sulle modalità e sui tempi di attuazione del provvedimento, mentre le autorità militari coordinano le prime direttive.
Il governo presenta l’ordine come misura straordinaria in tempo di guerra, volta a prevenire possibili rischi interni. Alcuni osservatori ne evidenziano la portata amministrativa e organizzativa, poiché comporta la gestione di trasferimenti su larga scala e la creazione di strutture temporanee di accoglienza.
Oggi, a Washington, la firma del documento avviene in modo formale e rapido. Le sue conseguenze pratiche iniziano tuttavia a delinearsi solo ora, con implicazioni che coinvolgono migliaia di residenti e diverse amministrazioni locali.
Il 19 febbraio 1942 segna così un momento significativo nella gestione interna del fronte americano durante la guerra. Le prossime settimane chiariranno modalità e dimensioni di applicazione dell’ordine, mentre il Paese prosegue il proprio impegno nel conflitto globale.
19 Febbraio 1942
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