mercoledì 21 gennaio 2026

Mosca si ferma: muore Lenin, il fondatore dello Stato sovietico


La notizia si diffonde nelle prime ore della giornata e attraversa rapidamente l’intera Unione Sovietica: muore Vladimir Lenin, leader della Rivoluzione d’Ottobre e capo del primo Stato socialista della storia. Lenin si spegne dopo una lunga malattia nella residenza di Gorki, alle porte di Mosca, lasciando il paese in uno stato di profonda commozione e sospensione.

Nella capitale, il freddo invernale non ferma le persone che iniziano a radunarsi spontaneamente nelle strade e nelle piazze principali. I giornali espongono titoli a caratteri cubitali, mentre le fabbriche e gli uffici rallentano le attività. Il nome di Lenin, fino a oggi sinonimo di rivoluzione e cambiamento, domina ogni conversazione.

Fondatore del partito bolscevico e guida del nuovo potere sovietico, Lenin ha segnato in pochi anni una trasformazione radicale della Russia. Dal crollo del regime zarista alla guerra civile, fino alla nascita dell’Unione Sovietica, la sua figura è rimasta costantemente al centro della vita politica del paese. Per molti cittadini, egli incarna l’idea stessa del nuovo Stato; per altri, rappresenta l’uomo che ha imposto una svolta irreversibile alla storia russa.

Con la sua morte si apre ora una fase delicata. La guida del partito e del governo diventa una questione centrale, osservata con attenzione non solo all’interno, ma anche all’estero. Le cancellerie europee seguono gli sviluppi, consapevoli che il futuro assetto della Russia sovietica avrà ripercussioni ben oltre i suoi confini.

Mosca oggi non celebra né discute: osserva, attende e ricorda. La rivoluzione continua a vivere, ma senza l’uomo che l’ha guidata fino a questo momento.

(21 Gennaio 1924) 

Nessun commento:

Posta un commento

Post più popolari

Categorie

Contattaci

Nome

Email *

Messaggio *